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Domande generali sulla Tubercolosi
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La tubercolosi (TB) è una malattia batterica causata dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato comunemente Bacillo di Koch (dal nome del medico tedesco che lo scoprì nel 1882).
Alla fine del 1800 e nei primi decenni del 1900 la TB era la principale causa di morte in Europa e negli Stati Uniti d’America.
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La tubercolosi si trasmette per via aerea. I batteri sono emessi nell’aria quando un individuo con tubercolosi polmonare attiva (vedi succ.) tossisce, starnutisce o comunque libera nell’aria i cosiddetti “droplets” (aerosol di secrezioni respiratorie).
Altri individui nelle vicinanze possono inspirare i batteri che attraverso le vie aeree raggiungono e si depositano negli spazi alveolari dei polmoni, dove i micobatteri cominciano a crescere e moltiplicarsi.
Da lì in alcuni casi i batteri possono diffondersi attraverso il flusso sanguigno a tutti gli organi del corpo.
La trasmissione del bacillo non è facilissima. Devono ricorrere alcune condizioni essenziali:
- il malato deve essere affetto da TB polmonare attiva (“aperta”, “bacillifera”);
- la carica batterica deve essere molto elevata;
- il malato non deve essere in terapia;
- il ricambio d’aria ambientale deve essere scarso o assente.
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Sì. TB è l’acronimo più usato nella letteratura medica e scientifica internazionale. TBC è molto usato nei testi e pubblicazioni in italiano.
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Purtroppo sì e non sono in pochi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che le morti causate da TB nel 2005 sono state circa 2 milioni. La fascia di età più colpita è quella tra i 15 e 50 anni, la fascia più produttiva per uno Stato. Da qui uno dei più grandi equivoci quando si parla di tubercolosi: la TB non è una malattia della povertà, ma una malattia che porta alla povertà! Ogni anno si registrano circa 9 milioni di nuovi casi di TB.
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In tutto il mondo. Ovviamente ci sono differenze a livello regionale: in termini di numeri di morti assoluti, il triste primato spetta al Sud-est asiatico, soprattutto India e Cina, i due stati più popolosi del pianeta; in termini di incidenza (nuovi casi all’anno) lo scettro passa all’Africa sub-sahariana con i tassi di incidenza più alti.
L’80% dei nuovi casi si verifica in soli 22 Paesi, chiamati Paesi ad alta incidenza (High Burden Countries). Circa la metà dei nuovi casi registrati a livello mondiale sono concentrati in sole 6 Nazioni asiatiche (India, Cina, Bangladesh, Pakistan, Indonesia e nelle Filippine).
Una “mappa” molto utile della mortalità da TB è scaricabile dal sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (www.who.int)
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L’ incidenza di malattia viene misurata e comparata a livello mondiale usando la stessa unità di misura: n. nuovi casi/100,000 persone/anno. Avere la stessa unità di misura aiuta ad avere un immediato riscontro dei dati ed un mezzo efficace per identificare problematiche emergenti.
Un Paese a bassa incidenza come l’Italia ha un tasso di 7/100,000/anno, mentre un Paese ad alta incidenza come il Sudafrica ha un tasso di incidenza di circa 300/100,000/anno.
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No, la TB è una malattia batterica. Il fumo però danneggia i polmoni e diminuisce le difese contro le infezioni di qualunque tipo. Inoltre, il fumatore, essendo abituato a tossire spesso trascura i sintomi e si rivolge al medico quando la TB è più avanzata.
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I micobatteri sono bacilli lunghi da 2 a 4 μm con un diametro traverso di 0,3 – 0,5 μm. Alcune specie sono occasionalmente in grado di produrre forme filamentose lunghe fino a 15 μm talora con un abbozzo di ramificazione, che ricordano la forma di ife fungine (da qui il nome di micobatteri o batteri fungisimili). Esistono centinaia di specie di micobatteri, la maggior parte delle quali non è patogena. Diverse specie sono saprofite che vivono negli strati superficiali del terreno; altre sono innocue commensali dell’organismo umano (Es: M. segmentis).
Altre specie invece interessano la patologia umana,ed in alcuni casi sono causa di patologie di grande rilievo:
- Mycobacterium tuberculosis agente eziologico della tubercolosi
- Mycobacterium africanum isolato frequentemente in Africa che causa una patologia molto simile a quella provocata da M.tuberculosis
- Mycobacterium bovis, agente eziologico della tubercolosi bovina, che occasionalmente può trasmettersi anche all’uomo per via alimentare.
Queste tre specie di micobatteri sono molto simili tra loro, tanto che si è pensato ad un’origine comune. Tassonomicamente sono riuniti in quel che si definisce il Mycobacterium tuberculosis complex.
Altre specie di micobatterio non tubercolare che solo occasionalmente possono infettare l’uomo sono definite micobatteri non tubercolari o MOTT (Mycobacteria Other Than Tuberculosis). In questo gruppo rientrano contaminanti ambientali o parassiti di altre specie animali.
Tra i micobatteri sono inoltre classificati il Mycobacterium leprae, agente eziologico della lebbra ed il Mycobacterium ulcerans, che è causa dell’Ulcera di Buruli.
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Si. Il BCG (Bacillo di Calmette-Guerin) è il vaccino attualmente in uso ed utilizza un ceppo vivo ed attenuato di Mycobacterium bovis. L’inoculazione è per via intracutanea e si accompagna a segni di reazione locale.
La vaccinazione con BCG, sebbene diffusa in tutto il mondo non garantisce la protezione dall’acquisizione della tubercolosi. E’ tuttora utilizzata nei paesi ad alta incidenza perché riduce la meningite ed altre forme di TB disseminata nei neonati e nei bambini.
L’efficacia è diversa nei diversi studi pubblicati. Per questo sono oggi in corso numerosi sperimentazioni per la ricerca di vaccini più efficaci.
Da notare che un individuo vaccinato con BCG, può risultare positivo al Test di Mantoux. Questo è il tipo di informazione che deve essere riferita al medico per evitare errate interpretazioni del test.
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La patogenesi della malattia tubercolare è la seguente: una volta inalati, i micobatteri si depositano negli spazi alveolari del polmone, dove innescano un primo processo infiammatorio, seguito da un intenso accumulo di cellule fagocitarie del nostro sistema immunitario.
Nella maggior parte dei casi il nostro sistema immunitario riesce a uccidere la maggioranza dei bacilli attraverso la fagocitosi. Alcuni batteri tuttavia riescono a sopravvivere e moltiplicarsi all’interno dei macrofagi, uccidendoli e liberandosi nei tessuti circostanti.
Ne consegue un secondo processo infiammatorio ad opera di altre cellule del sistema immunitario che di norma riescono a contenere l’infezione tubercolare, non facendola progredire ulteriormente: si parla di infezione tubercolare latente. In questo caso nei soggetti che non sviluppano la malattia, il processo infiammatorio rimane localizzato con la formazione di quello che si chiama complesso primario.
Nel complesso primario i bacilli non sono morti, ma rimangono in uno stato di inattività. Talvolta una diminuita efficienza del sistema immunitario (HIV, terapie immuno-soppressive) provoca una riattivazione del complesso primario, con la ripresa della moltiplicazione dei micobatteri che possono diffondersi, non solo in altre parti del polmone, ma anche in altre sedi attraverso il circolo sanguigno.
Se i micobatteri rimangono localizzati nel polmone si parla di Tubercolosi polmonare attiva; se i micobatteri si insediano in altri organi si parla di Tubercolosi extrapolmonare. Esistono casi con localizzazioni sia polmonari che extrapolmonari.
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La moltiplicazione batterica provoca complessi fenomeni di distruzione e riparazione del tessuto polmonare. Si possono formare noduli di varia dimensione, distruzione di tessuto (caverne) e produzione di materiale paragonabile a pus. E’ possibile che le caverne siano in comunicazione con l’esterno tramite alcune terminazioni bronchiali. In questi casi i bacilli sono emessi all’esterno con gli atti respiratori o con la tosse (TB bacillifera o “aperta”). E’ facile che vengano erosi vasi sanguigni di piccola dimensione con comparsa in questi casi di striature di sangue nel catarro.
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| TB Polmonare | TB Extrapolmonare | Infezione Latente | I soggetti sono infettivi (possono trasmettere i bacilli) | I soggetti non sono infettivi | | | 75-85% di tutti i casi di TB | 15-25% di tutti i casi di TB
| | | Malattia in corso | Malattia in corso | Non hanno sviluppato malattia | | Hanno sintomi di TB polmonare | Hanno sintomi di TB extrapolmonare | Non hanno sintomi | | Terapia anti-TB | Terapia anti-TB | Terapia preventiva |
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La tubercolosi polmonare provoca la formazioni di cavità all’interno del polmone che possono svuotare il loro contenuto (compresi i micobatteri) nelle cavità bronchiali che sono “aperte” all’ambiente esterno. Dato che la TB è una malattia che si trasmette per via aerea, attraverso l’espettorato bacillifero, il soggetto è in grado di trasmettere i bacilli ad altri soggetti. Nel caso di TB extrapolmonare, le sedi dove i micobatteri formano cavità (tubercoli), non sono a diretto contatto con l’ambiente esterno, per cui la diffusione all’esterno è impossibile.
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No. Solo in casi eccezionali si è verificata trasmissione da un paziente EPT (Extra-pulmonary TB) ad un altro soggetto come nel caso di aerosolizzazione di dissezioni o di pazienti con TB pleuriche fistolizzate esternamente. Si tratta comunque di evenienze molto rare e non vale la pena descriverle dettagliatamente.
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Si, è proprio così. Un malato di TB polmonare attiva è colui che è stato infettato ed ha sviluppato la malattia. E’ pertanto infettivo, cioè può trasmettere i micobatteri (M. tuberculosis) ad altre persone, soprattutto ai suoi stretti contatti. Un soggetto infettato è colui che è venuto a contatto con il bacillo, ma non ha sviluppato la malattia. Ha quella che si definisce infezione tubercolare latente (LTBI: Latent TB Infection). Non è infettivo ed è asintomatico.
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Sì, cosi come può non ammalarsi mai per il resto della vita. Una volta nel polmone, i micobatteri vengono attaccati dal nostro sistema immunitario che la maggior parte della volte riesce a bloccarne la crescita. Questo non significa che i micobatteri vengano uccisi, ma vengono semplicemente inattivati.
Un indebolimento successivo del sistema immunitario dovuto a diversi fattori (HIV, terapie immunosoppressive, vecchiaia…) può causare la ripresa della crescita dei micobatteri che in queste condizioni non sono più efficacemente ostacolati dal sistema immunitario. In questi casi la forma latente (LTBI) progredisce in TB attiva.
E nel caso si tratti di TB polmonare, i soggetti sono quindi in grado di trasmettere i micobatteri ad altre persone.
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Il 10% circa. A meno che i soggetti non rientrino in quei gruppi che hanno maggior rischio di sviluppare la malattia (vedi Paragrafo “Gruppi a rischio”)
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Si. Ecco alcuni nomi: il primo presidente degli Stati Uniti George Washington si pensa morì di TB; la first lady Eleonor Roosvelt nel 1962 morì di TB farmaco resistente; artisti come Chopin, Dostoyevsky, Keats,Kafka, Checov, Orwell, R.B. Stevenson, Vivien Leigh. In Italia Gramsci, Modigliani e lo scrittore Gozzano, sono solo alcuni tra i tanti.
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In effetti non è sempre semplice capire tutte le sigle ed acronimi che si possono incontrare leggendo pubblicazioni scientifiche. Di seguito sono riportate le sigle più frequenti in testi riguardanti la tubercolosi (TB): ACSM Advocacy, communication and social
Mobilization
AFB Acid-fast bacilli
AFR WHO African Region
AFRO WHO Regional Office for Africa
AIDS Acquired immunodeficiency syndrome
AMR WHO Region of the Americas
AMRO WHO Regional Office for the Americas
ART Antiretroviral therapy
BPHS Basic package of health-care services
BRAC Bangladesh Rural Advancement Committee
CAREC Caribbean Epidemiology Centre
CDP Community DOT providers
CPT Co-trimoxazole preventive therapy
DCT Diagnostic counselling and testing for HIV
DFB Damien Foundation Belgium
DFID UK Department for International Development
DoH Department of Health
DOT Directly observed treatment
DOTS The internationally recommended strategy for TB control
DRS Drug resistance surveillance or survey
DST Drug susceptibility testing
EMR WHO Eastern Mediterranean Region
EMRO WHO Regional Office for the EasternMediterranean
EQA External quality assurance
EUR WHO European Region
EURO WHO Regional Offi ce for Europe
FDC Fixed-dose combination (or FDC anti-TB drug)
FIDELIS Fund for Innovative DOTS Expansion,
managed by IUATLD
GDF Global TB Drug Facility
GFATM Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria
GLC Green Light Committee
GLRA German Leprosy and TB Relief Association
GNI Gross national income
HBC High-burden country
HEW Health extension workers
HIV Human immunodeficiency virus
HNPSP Health Nutrition and Population Sector Programme
HR Human resource(s)
IEC Information, education, communication
IPT Isoniazid preventive therapy
ISAC Intensified support and action in countries,an emergency initiative to reach targets for DOTS implementation by 2005
IUATLD International Union Against Tuberculosis and Lung Disease
JICA Japan International Cooperation Agency
LACEN Brazilian public health laboratories
LGU Local government unit
LGA Local government area
MDG Millennium Development Goal
MDR Multidrug resistance
MDR-TB Multidrug-resistant tuberculosis
MoH Ministry of Health
MoPH Ministry of Public Health
MSH Management Sciences for Health
NAP National AIDS control programme or Equivalent
NGO Nongovernmental organization
NHLS National Health Laboratory Services
NPO National professional officer (WHO appointed)
NRL National reference laboratory
NTP National tuberculosis control programme or equivalent
PAHO Pan-American Health Organization
PAL Practical Approach to Lung Health
PhilTIPS Philippine Tuberculosis Initiatives for the Private Sector
PPM Public–private or public–public mix
SEAR WHO South-East Asia Region
SEARO WHO Regional Offi ce for South-East Asia
SILTB Brazilian laboratory information system
SINAN Brazilian health information system
TB Tuberculosis
TBCTA Tuberculosis Coalition for Technical Assistance
UNAIDS Joint United Nations Programme on HIV/AIDS
UNDP United Nations Development Programme
USAID United States Agency for International Development
VCT Voluntary counselling and testing for HIV Infection
VHV Village health volunteers
WHO World Health Organization
WPR WHO Western Pacifi c Region
WPRO WHO Regional Office for the Western Pacific
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