| A proposito di epidemie |
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La recente epidemia di tubercolosi a Roma, che segue un analogo episodio verificatosi a Milano nella primavera scorsa, ripropone all’attenzione dei media questa malattia di cui si parla molto poco e che sembra dimenticata anche da molti operatori del settore sanitario. E purtroppo, come sempre in queste occasioni, le notizie che vengono riportate a volte incrementano perplessità, dubbi, sospetti nella popolazione.
Stop tb Italia dal 2004 lavora sui programmi di controllo della malattia in Italia e all’estero, ed in essa confluiscono alcuni dei massimi esperti italiani.
In questa occasione, senza entrare nel merito della vicenda romana anche per l’indagine della magistratura in corso, ci preme sottolineare alcuni aspetti che possono interessare l’opinione pubblica.
1) la tubercolosi esiste ancora in Italia, anche se poco diffusa (5.000 casi/anno)
2) è una malattia infettiva, contagiosa e trasmissibile e come tale, pone seri problemi di salute pubblica
3) sono tipici come in tutti i paesi a bassa endemia, gli episodi di “microepidemie”
4) la malattia si concentra soprattutto nei “gruppi a rischio”, di cui fanno parte gli operatori sanitari che, per legge, dovrebbero essere sottoposti a programmi di sorveglianza e prevenzione
5) non esiste un vaccino efficace, ma la malattia è curabile e prevenibile
6) in Italia esistono punti critici nel sistema di controllo: il ritardo diagnostico è uno di questi
Il 24 marzo, su iniziativa di Stop Tb Italia di FIMPST e col supporto di LillyMDR Partnership, sono stati organizzati gli Stati Generali della tubercolosi a palazzo Giustiniani a Roma: in quella occasione è stato presentato un disegno di legge da parte del sen. Ignazio Marino ed uno dei punti critici identificati riguardava proprio il ritardo diagnostico e come cercare di contenerlo.
Ricordiamo che la giornata si era conclusa con la prospettiva di creare un tavolo di lavoro ministeriale per affrontare i problemi emersi; cogliamo l’occasione per sottolinearne l’urgenza.
Stop TB Italia è a disposizione di tutti coloro che volessero avere delucidazioni più puntuali
Giorgio Besozzi a nome del Direttivo di Stop TB Italia
tel. +39 02 64443321-5886
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